Incendi, emendamento al Dl Mezzogiorno contro lo sconcio doloso

19 luglio 2017

De Vincenti: Tagliare le unghie a speculatori ed estorsori

 

Un emendamento al Dl Mezzogiorno, presentato poco fa dal Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti in Commissione Bilancio al Senato dove il provvedimento è in discussione, per cercare di arginare lo “sconcio doloso” degli incendi che stanno divorando ettari su ettari di territorio, specialmente al Sud. Obiettivo dichiarato già stamani, a Napoli, dal Ministro: “Tagliare le unghie a speculatori ed estorsori e colpire duramente, soprattutto negli interessi economici, gli autori di questo scempio doloso”.

Così il Governo, intervenendo sull’emergenza fuochi con una prima messa a punto delle norme vigenti, introduce discipline sanzionatorie accessorie alle pene esistenti: nuovi strumenti per far fronte a comportamenti e situazioni criminali a danno dei proprietari virtuosi dei terreni bruciati, evitando ulteriori penalizzazioni per questi ultimi; confisca del bene nel caso del proprietario dolosamente responsabile dell'incendio.

Nello specifico, con l’emendamento si interviene sull’articolo 423-bis del codice penale e si prevede, ferme restando le pene già previste dal codice penale in materia di incendio doloso - che nel caso il proprietario bruci per qualsiasi ragione il proprio terreno, quest’ultimo sarà oggetto di confisca a beneficio del Comune in cui il terreno è situato.

Con altre due disposizioni si punta poi a tutelare il proprietario virtuoso e, intervenendo sull’articolo 10 della legge-quadro in materia di incendi boschivi del 2000, si introducono due importanti novità. In primo luogo, la norma stabilisce che se il proprietario del terreno bruciato è stato vittima di estorsione compiuta (o anche tentata) attraverso la violenza o la minaccia di commissione del reato di incendio doloso, il terreno incendiato potrà avere, sempre nel rispetto degli strumenti e disposizioni vigenti in materia urbanistica ed edilizia, anche una diversa destinazione d’uso. In secondo luogo, per far emergere eventuali pressioni che il proprietario possa aver subito per mezzo di incendio, si stabilisce che i contratti di affitto stipulati a seguito dell’evento saranno, per trasparenza, portati a conoscenza del Procuratore della Repubblica e del Prefetto. Una scelta di trasparenza che potrebbe consentire valutazioni su eventuali connessioni tra l’incendio e il contratto successivamente stipulato.

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