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Piano di investimenti per la diffusione della banda ultralarga

Il “Piano di investimenti per la diffusione della banda ultralarga", è l’implementazione della "Strategia Italiana per banda ultralarga”, approvata dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo 2015. Il Piano si integra e si collega al precedente “Piano Banda Ultra Larga” approvato dalla Commissione UE il 18 dicembre 2012. Inoltre, è stato concepito in stretta sinergia con la “Strategia per la crescita digitale”, finanziato con 5 mld €, che ha l’obiettivo di sviluppare la crescita del capitale umano, l’utilizzo di Internet e la sua integrazione nella vita della pubblica amministrazione e delle imprese. Il Piano nasce dalla consapevolezza che gli investimenti degli operatori privati in Italia sono insufficienti a permettere il raggiungimento degli obiettivi DAE. Per poterli realizzare: – sono state incrementate le risorse finanziarie a disposizione da 0,5 a 7 miliardi di € – Presso la Presidenza del Consiglio e sotto la supervisione del Governo, sarà istituito un Comitato per la banda ultralarga (COBUL) per coordinare tutte le attività e le entità convolte nel Piano – l’aggregazione territoriale di riferimento è stata spostata dai singoli comuni (circa 8.100 comuni) a 94.645 aree più piccole formate dall’aggregazione di aree censuarie – è stato modificato l’approccio dalle sole aree bianche NGA a tutte le aree, anche se coperte da servizi con banda che non sia ad almeno a 100 Mbps – si è introdotto come obiettivo principale dell’intervento pubblico la realizzazione del “salto di qualità” per realizzare reti che possano permettere servizi con banda anche molto superiore ai 100 Mbps e a prova di futuro 2 – si è introdotto l’utilizzo della contrattualizzazione degli impegni per evitare che la mera “espressione d’interesse” da parte di un investitore privato possa causare ritardi nella realizzazione dei servizi a banda ultralarga nelle aree di destinazione – le gare per l’assegnazione di contributi (Modello a contributo) sono state impostate allo scopo di – allargare la platea degli investitori privati e l’ammontare totale degli investimenti complessivi da parte degli operatori privati – si sono introdotti gli incentivi alla domanda (voucher) per incrementare il numero dei sottoscrittori di servizi ad almeno 100 Mbps che al momento è eccessivamente al di sotto della media delle nazioni UE.

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banda ultralarga
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