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Grande progetto Pompei: obiettivi e risultati

Approvato con Decisione Comunitaria il 29 marzo 2012 e dotato di finanziamenti pari a 105 milioni di euro, il Grande Progetto Pompei (GPP) ha assunto  due obiettivi principali:

  • arrestare il degrado e riportare il sito archeologico di Pompei a migliori condizioni di conservazione strutturale anche per ottimizzarne la fruizione e la capacità di contribuire allo sviluppo territoriale
  • creare le condizioni per rendere permanente la funzione della “conservazione programmata” del sito, implementando un adeguato sistema organizzativo e di gestione interno alla Amministrazione.

Per realizzare questi obiettivi il Grande Progetto ha dato esecuzione a 5 piani operativi fra loro strettamente interrelati  (conoscenza; opere; fruizione e valorizzazione; sicurezza e legalità; capacity) e nell’ambito dei quali sono realizzate una molteplicità di tipologie di intervento. Fra le principali:

- riduzione del rischio idrogeologico, con la messa in sicurezza dei terrapieni non scavati
- messa in sicurezza delle insulae
- consolidamento e restauro delle murature
- consolidamento e restauro delle superfici decorate
- protezione degli edifici dalle intemperie
- aumento delle domus e delle aree visitabili
- potenziamento del sistema di videosorveglianza.

Del Grande Progetto Pompei – impostato, progettato, realizzato e che sarà concluso in poco più di 6 anni – è stato sottolineato anche a livello europeo il valore di buona pratica dovuto all’adozione di soluzioni innovative che vanno dal modello di cooperazione istituzionale e tecnica che lo ha governato, all’approccio avanzato nella gestione dei numerosi cantieri attuati senza interrompere le visite fino alle soluzioni per garantire massimi livelli di legalità attraverso il Gruppo di lavoro ad hoc coordinato dal Ministero dell’Interno in attuazione del protocollo Protocollo di Legalità sottoscritto il 5 aprile 2012.

I risultati già conseguiti – a circa un anno dalla sua definitiva conclusione – sono pienamente visibili. Il Grande Progetto si è articolato in oltre 70 interventi di recupero e restauro la cui realizzazione ha, fra l’altro, consentito la riapertura di 35 domus (tra le quali la Casa di Loreio Tiburtino e la Casa della Fontana Piccola) completamente fruibili. Nel 2016 il sito archeologico ha superato il livello record di oltre 3 milioni di visitatori (con un incremento del 30% circa rispetto a quando il  progetto è stato avviato)

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